venerdì 8 settembre 2017

SBAM! COMICS N°35 ONLINE




È uscito in Rete il numero 35 di Sbam! Comics - la rivista a fumetti sui fumetti.
scaricabile gratuitamente dal sito con, tra le tante cose,
la nostra parodia del Comandante Mark e il Grande Blek by Filippo Pieri & Kant.

PRE-COVER
Dall’esperienza della rivista digitale fumettosa più bella di tutti i tempi (ehm…), ecco nelle migliori librerie i primi titoli della nostra nuovissima collana di volumi: sono nati gli Sbam! Libri. Tutti i dettagli dell’iniziativa.

IN COPERTINA
Il centenario del Re del Fumetto, Jack Kirby: per celebrarlo come si deve, abbiamo intervistato l’eccellente Ron Frenz, l’ultimo dei kirbyani, copertinista d’eccezione di questo numero di Sbam!, e ripercorso l’incredibile carriera del King!

FUMETTO E SCUOLA
Fortunatamente, sono ormai molto lontani i tempi in cui nelle scuole vigeva il più assoluto ostracismo per i fumetti. Ma, oggi, che rapporto c’è tra scuola e Nona Arte? Lo abbiamo chiesto a chi di insegnamento del Fumetto se ne intende, Laura Scarpa, e a un docente che propone anche il Fumetto nelle sue lezioni, Paolo Forni.

UN RE DEL TERRORE IN CAMPO
Mai Diabolik aveva avuto a che fare col calcio. Almeno fino ad ora: con l’albo di settembre, il Re del Terrore entra a gamba tesa nel mondo del calcioscommesse. Ci hanno raccontato tutto gli sceneggiatori Enrico Lotti e Alessandro Mainardi, interista il primo, juventino il secondo…

              


FARE FUMETTI… SENZA DISEGNARLI?
Non solo Sio: ormai sono tanti gli autori di fumetti che ammettono candidamente di non saper disegnare! Abbiamo incontrato uno di loro: Charlie B., autore dei Fumetti disegnati peggio.

REVIEWS E MOLTO ALTRO
Sbam-carrellata di novità in libreria, edicola e fumetteria, con le nostre recensioni. Inoltre, su queste pagine: Alessandro Costa di porta dietro le quinte dei corsi di Fumetto umoristico della Scuola del Fumetto di Milano; la mostra di Wow Spazio Fumetto dedicata al King; le news-Flash dai vari editori; le “facce da comics” di Adriana Roveda. E naturalmente, alcune pagine-assaggio tratte dai nostri Sbam! Libri!

FUMETTI
Le strip del Tarlo, Federica, PV, Pappatacio, Satirichinson, Gatto Pepè, Funny Zoo, Penguin Bros. e Kugio & Gina. La parodia di Pieri & Kant. Le talpe mutanti di Antonio Pannullo. Il fantasy di Fascinella e Zuppini. I racconti brevi di Marcello Bondi, stavolta con Biagio Leone e Lorenzo Nanni.

Tutto questo e molto altro su Sbam! Comics 35.


lunedì 14 agosto 2017

I PIRATI DELLA MAGNESIA VI ASPETTANO SU SUBAQUEO.IT


«Sandokan è un uomo in grado di trascinare, è nato capo. Con lui dieci uomini sono un esercito. Dove si arriva dopo giorni di ragionamento lui arriva in un attimo. Lo uccidete e lo rivedete vivo. Riuscite a prenderlo, ma è già scappato. Non combattete solo un uomo, ma una leggenda.» (Lord James Brooke nel film La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa!, 1977)

Sono sempre stato un ammiratore del romanziere veronese Emilio Salgari e del suo personaggio più famoso Sandokan, nato dalla sua fervida fantasia nel 1883 ed entrato a pieno diritto nell'immaginario collettivo grazie ad una serie ben riuscita di romanzi che ne hanno ispirato vari adattamenti cinematografici e televisivi.
Sono cresciuto vedendo lo sceneggiato televisivo di mamma Rai con Kabir Bedi nella parte di Sandokan, ed è stato quasi inevitabile che, quando dopo aver letto tanti fumetti decisi di provare a farne uno anch'io, la scelta finisse per ricadere su la tigre della Malesia.

Le storie umoristiche dei Pirati della Magnesia raccontano l'avventura con la A maiuscola, quella che ogni bambino sogna quando impugna un pezzo di legno e immagina di essere un pirata, di avere una nave, un equipaggio e solcare i mari in cerca di preziosi tesori.

I Pirati della Magnesia sono un gruppo variegato di filibustieri segnati dalla profonda crisi economica dei nostri giorni, che li porta a navigare i mari con una zattera e a non poter usare le armi, perchè non hanno più soldi per comprare i proiettili.

Il loro capitano è Sambukan il cui nome deriva dall'immancabile bottiglia di Sambuca che stringe sempre tra le mani insieme alla spada e che lo aiuta a dimenticare i suoi colpi non riusciti. Accanto a lui il fido braccio destro CiccioYanez, vera mente geniale del gruppo che è ingrassato dopo aver smesso di fumare mangiando continuamente sigarette di cioccolata. Insieme al resto del gruppo,TremaMai, Kuannomuori e Mariannakan, l'eterna fidanzata di Sambukan, continuano a sognare il grande colpo, quello che li sistemerà per tutta la vita e che probabilmente non arriverà mai.

Le loro umane disavventure e i (vani) tentativi di rapina ci regalano momenti di risate e buonumore, tant'è che alla fine anche i lettori faranno il tifo per dei pirati che "fanno cagare", della magnesia, appunto.

Su la libreria digitale dell'associazione culturale Subaqueo sono disponibili gratuitamente i primi 4 episodi:

Il prossimo numero sarà intitolato Mr President, e sarà disponibile prima di Lucca Comics & Games 2017


martedì 1 agosto 2017

FUMETTI A COLAZIONE (VIII): DYLAN DOG INDEX 1 - 25



“Dylan Dog Index 1-25” di Nicola Magnolia e Francesco Manetti

UNA MOSTRUOSA ANALISI CRITICA DI 24 INDAGINI DA INCUBO

Recensione di Andrea Cantucci


Stavolta non recensiamo un libro cartaceo a fumetti, ma un e-book che parla di un fumetto, o meglio che ne esamina nel dettaglio i primi ventiquattro episodi, contenuti in venticinque storici albi usciti tra il 1986 e il 1988. La serie è quella del celebre Dylan Dog e non dovrebbe più esserci bisogno di spiegare quanto sia stata innovativa e fondamentale per l’evoluzione del Fumetto popolare italiano, anche se i motivi profondi del suo successo non devono ancora essere stati compresi del tutto, visto che non è stato riprodotto da altri.

Ora sia l’appassionato di Dylan che il semplice curioso dispone di un rapido strumento in più per accedere a ogni sorta informazioni, anche poco note, sui suoi primi albi. Chi volesse sapere per esempio a partire da che numero Tiziano Sclavi ha deciso che il suo eroe dovesse essere astemio, o vegetariano, o in quali albi è apparso questo o quel personaggio… beh, per accedere a questi dati e molti molti altri non avrà più bisogno di scartabellare gli albi della sua collezione, né di vagare per il web o di acquistare costosi saggi cartacei, peraltro senza garanzie di trovare ciò che cerca. Anche chi volesse rintracciare la vera “via Craven” di Londra al cui n°7 si trova una porta come quella di Dylan Dog, non avrà bisogno di visitare di persona l’Inghilterra…


A coloro che avessero simili curiosità, o volessero sapere il più possibile sulle prime storie di Dylan e i loro autori, nonché sugli innumerevoli artisti e opere d’ogni campo ivi citati, basterà consultare on line il primo volume del dettagliatissimo Dylan Dog Index redatto dai due benemeriti esperti Nicola Magnolia e Francesco Manetti. Per ora si sono occupati dei primi venticinque albi della serie, ma tante e tali sono le informazioni e le ampie note critiche che ne hanno tratto da aver riempito oltre trecento pagine. Visto che Dylan Dog ha superato i 360 numeri e ammesso che vogliano procedere con altrettanta cura e precisione nella disamina dei successivi, è presto fatto il conto di quanti altri volumi ci vorranno per portare avanti una così meticolosa analisi, oltre una dozzina, sempre se i curatori saranno fermamente determinati ad arrivare ai nostri giorni.

Dopo l’introduzione programmatica degli autori, apre il volume un’accurata e accorata prefazione, scritta con cognizione di causa da Moreno Burattini, in difesa del collezionismo e dei cataloghi che i più esperti redigono a beneficio di altri appassionati. Non ci sarebbe bisogno di ribadire la legittimità di scrivere elenchi e critiche sui singoli albi di una serie a fumetti, se non fosse ancora diffusa quell’atavica denigrazione sul piano culturale di cui il fumetto è oggetto da un secolo. Gli esperti di pittura, letteratura o cinema compilano elenchi e critiche su singole opere di questo o quell’autore senza che nessuno se ne meravigli. Non c’è quindi niente di maniacale, se non in senso buono, nella passione disinteressata con cui certi mai troppo ringraziati esperti si dedicano alla ricerca di dati, alla critica e all’archiviazione di singole opere a fumetti, soprattutto se importanti come le storie di questi albi per le ripercussioni che di lì a poco ebbero sul loro intero settore.


Per ognuno degli albi della serie, esaminati in un capitolo per ciascuno, Magnolia e Manetti hanno redatto innanzitutto una dettagliata scheda, indicando tutti i credits e i contenuti delle pagine, compresi redazionali e pubblicità. A questa segue l’elenco dei personaggi principali di ogni singola storia e un riassunto del suo argomento, soprattutto dello sviluppo iniziale della trama, evitando in genere di svelare troppo su come si evolve nella parte finale, anche se qualche altro dettaglio può essere a volte svelato nelle pagine successive.

Ai riassunti di ogni storia segue infatti un’ampia sezione critica, dal titolo sempre diverso, che ne analizza il rapporto con le opere principali che hanno ispirato il soggetto, per lo più cinematografiche o letterarie ma a volte anche fumettistiche. Nel capitolo dedicato al n°1, gli autori si soffermano subito dopo anche sull’analisi delle caratteristiche del protagonista, della spalla comica e degli altri personaggi cardine della serie.

In ogni capitolo seguono poi per ogni albo altre due sezioni critiche, una sul testo, che analizza contenuti e montaggio della sceneggiatura, nonché i suoi rapporti con episodi precedenti e/o successivi, e una relativa al disegno, ovvero all’analisi di stile e grafica delle immagini. Sia parlando del testo che del disegno si sottolineano anche le eventuali innovazioni di ogni storia rispetto a quella che era la norma dell’epoca. Tali sezioni tecniche, parlando di volta in volta dell’esordio nella serie dei vari scrittori e disegnatori, forniscono inoltre informazioni biografiche su di loro e sulle loro carriere nel settore del fumetto. Nel primo capitolo, dopo il disegno e a proposito di grafica, si parla pure del logo di testata della serie e di chi lo ha realizzato.



Chiude l’apparato di ogni capitolo, dedicato a un diverso numero di Dylan Dog, una lunga sezione su altre citazioni & curiosità finali, in cui sono elencate soprattutto le innumerevoli citazioni interne dell’albo, relative a film, romanzi, testi di canzoni, altri fumetti, dipinti, poesie e perfino spartiti musicali, ognuna delle quali è l’occasione per una più o meno lunga digressione sull’opera o l’autore citati. Rientrano tra queste anche le tante citazioni, anticipazioni e discussioni contenute nei redazionali originali, mai ristampati dopo la prima edizione. In fondo alla sezione sono inoltre riportati gli eventuali remake successivi dell’episodio.

Curiosamente non sono invece stati indicati quasi mai i titoli dei capitoli in cui all’epoca si divideva ogni storia, un residuo di quando gli albi Bonelli raccoglievano ristampe di brevi albi a striscia. Solo qualche titolo dei due capitoli interni è riportato a volte nella sezione delle citazioni, se è una frase che rimanda ad altro.



A ogni modo il lavoro di ricerca e analisi critica degli autori è meticolosissimo e, al di là dei giudizi personali su qualche particolare, è anche largamente condivisibile nelle valutazioni generali. Chi volesse cercare errori a ogni costo dovrà accontentarsi di quei pochi refusi che saltano sempre fuori in simili opere enciclopediche.

Completa infine il catalogo, a mo’ di postfazione, una sezione sui numeri dei primi venticinque albi di Dylan Dog scritta da Saverio Ceri, co-fondatore e curatore con Manetti del blog Dimeweb, su cui scrive un’analoga rubrica intitolata “Diamo i numeri”. I più pignoli tra i fan vi potranno scoprire, con precisione degna del Guinness dei Primati, non solo quante tavole in quel periodo sono state scritte o disegnate da ogni autore, ma perfino quante vignette e con che media di vignette per pagina. Il paziente Saverio, che le ha contate per loro, ha accertato così anche quale storia di quel periodo contenesse più vignette, oppure meno vignette delle altre, dati statistici non fini a sé stessi visto che, confrontandoli con quelli delle storie odierne di Dylan, il precisissimo Ceri ne trae interessanti deduzioni sul maggiore o minore impegno di attenzione richiesto per leggere le storie di ieri o di oggi, il ché ci dice qualcosa anche sulla frenesia dei tempi in cui viviamo.



In conclusione, per quanto di una serie come questa sia già stato detto moltissimo se non proprio tutto, ben vengano nuovi interessanti approfondimenti, analisi e curiosità, quando sono accurati come quelli sviscerati in queste pagine, a condizione di ricordare che simili cataloghi non intendono certo, né potrebbero mai, sostituire il piacere della lettura diretta delle storie originali. Anzi servono soprattutto a far venir voglia di leggerle a chi non l’avesse ancora fatto, o di rileggerle con maggior consapevolezza di quale background, ricchezza di significati, impegno umano e sapienza artigianale stiano dietro alla loro realizzazione...



Andrea Cantucci







Titolo: DYLAN DOG INDEX 1-25

Autori: Nicola Magnolia e Francesco Manetti

Prefazione: Moreno Burattini

Numeri della postfazione: Saverio Ceri

Editore: Phasar Edizioni

Formato: 330 pag. circa


Il volume in formato kindle può essere rintracciato e consultato on line tramite i seguenti siti internet:

www.phasar.net

https://www.amazon.com/dp/B06ZYXWFTY

dimeweb.blogspot.it



giovedì 6 luglio 2017

SBAM! COMICS N°34 ONLINE



È uscito in Rete il numero 34 di Sbam! Comics - la rivista a fumetti sui fumetti.
scaricabile gratuitamente dal sito con, tra le tante cose,
la nostra parodia di Julia Kendall by Filippo Pieri & Kant.

IN COPERTINA
Il colore colpisce l’occhio e riproduce più fedelmente la realtà. Ma il bianco e nero ha un fascino del tutto speciale, ed è perfetto per evidenziare il tratto del disegnatore. Ne abbiamo parlato con Luigi F. Bona, storico della Nona Arte e direttore del Museo Wow di Milano, e abbiamo incontrato due grandi artisti come Moreno Chiacchiera (il copertinista di questo numero) e Pasquale Frisenda.

UNA SCHIAPPA FENOMENALE
Sarà pure una “schiappa”, ma i numeri che sfoggia sono quelli di un fuoriclasse: la serie best-seller del Diario di una Schiappa infrange un record di vendite e di successo dopo l’altro. Abbiamo incontrato l’autore Jeff Kinney e la traduttrice dell’edizione italiana, Rossella Bernascone.

CON QUELLO STILE UN PO’ COSI’…
Magari ha uno stile un po’ vintage (o retrò? O addirittura datato?) ma funziona. Lo garantisce il maestro Giovanni Romanini. Il nostro incontro con Maurizio Torrisi, in arte Mautorr.



LEGIONARI A FUMETTI
Da sempre ispira romanzi, film e l’avventura in genere, eppure non si ricordano grandi protagonisti nella Legione straniera a fumetti. Con qualche eccellente eccezione, a cominciare dal capolavoro di Dino Battaglia e dai tanti eroi che tra le dune hanno fatto almeno una “gita”… Inoltre: i Dropouts, i naufraghi di Howard Post.

REVIEWS E MOLTO ALTRO
Sbam-carrellata di novità in libreria, edicola e fumetteria, con le nostre recensioni.
Inoltre, su queste pagine: ricordiamo con Lola Airaghi i fumetti del ragionier Fantozzi; tutte le novità del Museo Wow di Milano; consigli per le vostre letture estive; le news-Flash dai vari editori; le “facce da comics” di Adriana Roveda.

FUMETTI
Le strip del Tarlo, Federica, PV, Pappatacio, Satirichinson, Gatto Pepè, Funny Zoo, Penguin Bros. e Kugio & Gina. La parodia di Pieri&Kant. L’inquietante segreto rivelato da Cristina Francesetti e da Ganù. Quello strano bar dello Spazio Beluga. Il Runner di Kross & Chiapparini. I racconti brevi di Marcello Bondi, stavolta con Matteo Galardini e Marianna Bavieri.

Tutto questo e molto altro su Sbam! Comics 34.

sabato 10 giugno 2017

UN PICCOLO PASSO, LUNGO VENT'ANNI

A differenza di quello di Amstrong, che scendendo sulla luna fece "un piccolo passo per un uomo, un grande passo per l'umanità", esattamente venti anni fa, successe quello fu un piccolo ma importante passo per me, l'uscita del numero 16 di Dime Press. Al suo interno c'era il mio primo fumetto pubblicato. Niente d'importante quindi, la terra avrebbe continuato a girare lo stesso anche senza quella pubblicazione, ma voglio ricordare quel momento per quelli che seguono questo blog o forse solo per me stesso. Si trattava della parodia di Martin Mystere, presentata all'interno della rubrica Post office, curata da Francesco Manetti. Fu proprio quest'ultimo come ho già raccontato qui, che in un mio incontro alla libreria Mondi Paralleli di Prato, ebbe l'idea di suggerirmi di fare qualcosa in tema Bonelli, dopo aver visto i miei lavori di ritorno dal concorso per giovani autori di Prato. (tra l'altro quei lavori comprendevano la prima versione dei Pirati della Magnesia e La morte non è niente per le quali Manetti, molti anni dopo ha curato le prefazioni di entrambi gli ebook, chiudendo così un ipotetico cerchio)
la matita di Martin Riddle di Pieri & Ferretti pubblicato Dime Press 16


Allora pensai che fu il caso a farmi fermare lì quel giorno, anzichè proseguire dritto, ma oggi penso che quello che accade è frutto di quanto abbiamo dentro di noi. Le persone che incontriamo le cerchiamo. Quell'incontro quindi non fu frutto del caso, ma doveva succedere. Servì a darmi un pò  di consapevolezza nei miei mezzi e a continuare, nel tempo libero, a fare fumetti.

Il n°16 di Dime Press uscito nel Maggio del 1997

Purtroppo l'esperienza su Dime Press si esaurì velocemente, e dovettero passare molti anni prima che una nuova parodia fosse pubblicata. L'occasione nacque con il blog Dime Web, erede elettronico di Dime Press, che dapprima pubblicò le parodie rimaste nel cassetto, e successivamente le nuove parodie create appositamente per i quaderni bonelliani.

La versione finale di Martin Riddle apparsa su Sbam! Comics 23

La terza e definitiva impostazione delle nostre parodie coincise con il numero 600 di Zagor, uno dei miei fumetti preferiti. In vista dell'anniversario, previsto per Luglio 2015, proposi a Sbam Comics una nuova versione, più lunga e a colori, della parodia dello Spirito con la Scure pubblicata su Dime Press anni prima. La parodia piacque al direttore, e contrariamente ad ogni previsione, fu solo la prima di una serie che continua ininterrotta da allora ogni due mesi, su Sbam! Comics

Il n°22 di Sbam! Comics contenente la parodia di Zagor


Abbiamo bonariamente preso in giro Zagor, Martin Mystere, Dylan Dog, Magico Vento, Morgan Lost, Nick Raider, Nathan Never, Mister No, Tex, Brendon, Ken Parker (oltre a il Comandante Mark, Saguaro e Lukas)
Ma la prima caricatura di Martin Mystere resta quella a cui siamo più affezionati e quella più ripresa in rete sia da Ayms (associazione culturale amici di Martin Mystere) sul loro bollettino n°25 https://www.scribd.com/document/289675560/Il-Bollettino-Di-Amys-Nr-25-2015 sia da Agarthi, il forum di Martin Mystere http://agarthi.forumfree.it/?t=20244163, che ne ha palato in un suo tread.


Il piccolo passo di Amstrong


martedì 6 giugno 2017

FUMETTI A COLAZIONE (VII): ANCHE I PROGRAMMATORI PIANGONO

Recensione di UN GIORNO DA SISTEMISTA di Cryx

di Kant

La cover del nuovo libro di Cryx in vendita su Amazon

Ecco che nel 2017 il cartoonist-informatico Cryx, al secolo Cristiano Corsani di Firenze, ci riprova pubblicando (in proprio e col sistema della stampa su richiesta) un secondo volume a fumetti dopo il divertente “L’Evoluzione della Specie” da noi già recensito. Tono e stile di testi e disegni sono sempre spassosamente umoristici e l’argomento è ancora la sua vita di esperto informatico, anche se, come per tanti altri, il suo impiego fisso in una piccola ditta non può dargli le soddisfazioni sognate in gioventù. Come dice il titolo del libro, “Un Giorno da Sistemista”, il suo compito è semplicemente di fare in modo che tutti i sistemi informatici, computer e connessioni di rete varie della sua azienda funzionino a dovere… Ebbene no, in questo caso il sistemista non è chi prova tutti i sistemi per vincere al totocalcio come potremmo pensare noi profani, quelli che l’autore, prendendo in prestito la terminologia delle storie del celebre maghetto Harry Potter, definisce babbani.

Cryx al lavoro

Chi sono i babbani? Le persone prive di poteri magici. E cosa c’è di più simile ad astrusi incantesimi, se non i funzionamenti delle moderne tecnologie che ci circondano? Per chi non è addentro alle loro meccaniche e ai loro sistemi, possono di certo apparire altrettanto misteriosi e incomprensibili, anche quando gli inesperti a digiuno di informatica sono delle persone che usano tutti i giorni da anni e anni computer e cellulari di ultima generazione e quant’altro di tecnologico sfornato freneticamente dal mercato. Il termine babbano, che in italiano sembra una via di mezzo tra babbeo e baggiano (tutti sinonimi di sciocco), può avere in effetti una certa sfumatura di ingenuo e tontolone… ed è chiaro che qui l’autore lo usa proprio per questo.
Insomma il giorno tipo di Cryx, da lui descritto in questa storia (già apparsa a puntate sul web magazine di tecnologia Tom’s Hardware Italia), lo vede alle prese non tanto con le sue effettive mansioni aziendali, ma soprattutto con tutti i colleghi, gli amici o i semplici conoscenti che lo assillano continuamente perché rimedi ai disastri da loro combinati, riparando i moderni marchingegni di cui tutti noi non sapremmo più fare a meno, ma di cui sembra che quasi nessuno tranne il “sistemista” comprenda realmente il funzionamento…


Neppure l’arrivo saltuario di uno stagista non pagato, che si intende di informatica quanto e più di lui, può essere visto dal protagonista come un conforto che lo sollevi almeno in parte dalle sue fatiche, ma anzi contribuisce a farne aumentare ancora di più lo stress quotidiano, visto che diventa un pericolo per il suo posto di lavoro, oltre che un’occasione per elencare ancora più dettagliatamente tutti i disagi della sua umile e assai poco gratificante professione, proprio allo scopo di scoraggiare il potenziale concorrente.
Dal punto di vista del linguaggio fumettistico, la differenza principale rispetto a “L’Origine della Specie” è qui la presenza massiccia e quasi costante del colore, com’è comprensibile per un fumetto realizzato per il web, con toni primari accesi da cartoon e qualche sfumatura appena più scura che cerca di suggerire le ombre dando un minimo di tridimensionalità ai volumi. Ma in fondo la storia sarebbe stata ugualmente gradevole ed efficace anche in bianco e nero, qui invece usato solo per distinguere dal resto due o tre scene visionarie.


Infatti Cryx fa largo uso di flashback e digressioni, spesso vere e proprie visioni oniriche dell’autore-personaggio, che anche qui mette ampiamente in gioco e in mostra la sua vita privata, in quello che non a caso definisce un reality comics, non nascondendo al lettore le proprie figuracce e rivelando al contrario come anche l’informatico più navigato possa avere fatali momenti di sbadataggine nel suo stesso settore.
Neppure Cryx insomma è del tutto immune alle debolezze e ingenuità che rimprovera agli altri e, in questo come in altri suoi fumetti, è anzi il primo bersaglio del proprio sarcasmo, cosicché nonostante le sue competenze professionali, la sua auto-ironia gli conferisce una dimensione paperinesca di cronico perdente che non può che far identificare e simpatizzare con lui il lettore. Nei suoi incubi ricorrenti può diventare un soldato meccanizzato stile Avatar preso di mira dal nemico, o vedersi aggredire nel sonno da un mostruoso virus che ha assunto forma fisica. Nei suoi sogni a occhi aperti in stile Walter Mitty può assumere le vesti di un secondo inascoltato su un vascello, o di un Tarzan seccato dagli scimmiotti bercianti che lo circondano.



Ma è soprattutto il fatto che il Cryx autore rappresenti il Cryx personaggio con tutti i suoi difetti, i suoi stress, i suoi guai e le sue arrabbiature, a rendere divertente la storia e il suo protagonista, in un racconto scorrevole e simpaticissimo, che non addentrandosi più di tanto in spiegazioni tecniche, risulta perfettamente comprensibile e apprezzabile anche per tutti noi babbani che non siamo troppo esperti di cose informatiche.
E oltre a essere un provetto programmatore e sistemista, al punto da permettersi di prendersi gioco delle ignoranze altrui in questo campo, Cryx se la cava molto bene anche col montaggio scenico dei suoi fumetti, dosando senza esagerare gli effetti speciali digitali e mantenendo per lo più uno stile grafico semplice e immediato. Nonostante ciò, a volte si prende qualche pericolosa libertà, per esempio nell’ordine dei balloons che spesso dispone dall’alto in basso anziché da sinistra a destra, o addirittura controsenso, eppure riesce a risultare ugualmente leggibile e chiaro guidando l’occhio del lettore con estemporanei escamotage grafici.
L’unica vignetta del volume in cui la giustapposizione tra parole e immagini non funziona, è la scena in cui Cryx parla con un giovane stagista che intanto se la svigna lentamente dalla porta. Purtroppo in quel caso mentre i molti balloons, pur zigzagando su e giù come al solito, vanno giustamente da sinistra a destra, le figure in successione del personaggio che si sposta vanno da destra a sinistra (come indicano anche i numeri inseriti dall’autore accanto a ognuna), quindi non possono mai combaciare coi testi che le sovrastano. Per raffigurare con efficacia un personaggio in più momenti consequenziali in una sola vignetta, sarebbe invece stato obbligatorio disporne il movimento nel senso di lettura, magari inquadrando la scena dal punto di vista opposto. Quindi almeno in un piccolo dettaglio, che comunque non rovina affatto il piacere e il divertimento complessivo della lettura del volume, se il sistemista Cryx non teme rivali, il Cryx fumettista al tempo di questa storia aveva qualche piccolo segreto del mestiere di cui doveva ancora appropriarsi completamente.


Ma come autore la direzione era già quella giusta, come dimostra la padronanza di Cryx in molti meccanismi alla base di un buon fumetto, dai passaggi analogici ai montaggi di scene alternate, dall’uso dei dettagli alle panoramiche dall’alto, dalla narrazione didascalica in prima persona alle ellissi narrative che non necessitano di spiegazioni. È anche un fumettista produttivo in modo costante, per uno che scrive e disegna nel tempo libero (le cinquantotto pagine di “Un Giorno da Sistemista” uscirono on line in ventotto puntate settimanali). Gli auguriamo quindi che in un non lontano “giorno da fumettista” possa diventare questa la sua nuova professione, anche perché la scena in cui Cryx si abbandona al pianto, per la disperazione di essere rimasto incastrato da anni a fare un lavoro che non ama, nella sua comicità risulta drammaticamente sincera…


Kant





Titolo: Un Giorno da Sistemista

Testi e disegni: Cryx

Formato: 68 pag. a colori

Data di impaginazione: 2017



Storia e volume si possono rintracciare e richiedere attraverso i seguenti siti:
Amazon
www.tomshw.it
www.cryx.it

venerdì 2 giugno 2017

PULP SCIENCE-FICTION CON SORPRESA

Recensione dell'albo MONDI PARALLELI di Francesco Manetti e Luciano Costarelli

di Andrea Cantucci


La matita della regular version dell'albo di Luciano Costarelli

Come spiega Moreno Burattini nella prefazione a questo pregevole albo auto-prodotto dagli autori in tiratura per ora limitatissima, quella delle microstorie di fantascienza basate non su lunghi svolgimenti avventurosi, ma su rapide conclusioni con finale a sorpresa, che sconvolge in qualche modo le premesse, è una tradizione che si impose definitivamente coi grandi scrittori della science-fiction sociologica degli anni ’50 e fu applicata anche nei fumetti a partire dagli albi antologici pubblicati negli stessi anni dall’editrice E.C. Comics e poi da molti altri editori che fiutarono la moda del momento, comprese D.C. Comics e Marvel. 

La straordinaria regular cover di Luciano Costarelli.

Il gioco consisteva nel rielaborare (in modo post-moderno, diremmo oggi) gli elementi più o meno ingenui di tanta space opera pulp dei decenni precedenti, aggiungendovi maggiore ironia e più consapevole spessore narrativo, andando oltre i banali conflitti tra presunti eroi e presunti malvagi e applicando al contesto fantascientifico moderno la struttura del racconto fantastico breve ad effetto, messa a punto oltre un secolo prima da autorevoli precursori letterari come E.T.A. Hoffmann o Edgar Allan Poe. In effetti già scrittori specializzati nella space opera più classica, come il creatore di Capitan Futuro Edmond Hamilton, si erano cimentati con successo nella confezione di racconti brevi di fantascienza ad effetto, almeno fin dall’inizio degli anni ’30 del ‘900. 

L'illustrazione del sommario di Luciano Costarelli

Sono ora i nostri valorosi Francesco Manetti e Luciano Costarelli a essersi cimentati nel genere sfidando il confronto con cotanta tradizione, che se in TV portò a un serial di successo come “The Twilight Zone” (Ai Confini della Realtà), nei fumetti U.S.A. finì un po’ per estinguersi negli anni ’70 per la concorrenza dovuta al revival dei super-eroi, anche se gli antologici dell’orrore, basati più sul terrore dell’irrazionale che sulle teorie pseudo-scientifiche, sopravvissero più a lungo grazie alla nascita di riviste per lettori maturi come Creepy. 

Incipit iniziale di una delle storie contenute nell'albo

Ma Francesco e Luciano nei loro fumetti restano per ora sulla lunghezza d’onda della più pura fantascienza, una fantascienza adulta ma anche abbastanza retrò da richiamare le tipiche storie di metà XX secolo, con alieni le cui orecchie non possono che essere a punta, dischi volanti il cui naufragio è regolarmente occultato dalle autorità militari e in generale con sottili misteri la cui soluzione, accuratamente preparata, dovrà necessariamente giungere con l’ultima scena e rivelarsi il più possibile inattesa e sconvolgente.

Incipit iniziale di una delle storie contenute nell'albo

È in questo contesto da “Confini della Realtà” che i loro “Mondi Paralleli” ci riportano, senza preoccuparsi troppo se negli ultimi decenni del ‘900, la fantascienza a fumetti si era fatta sempre più estrema, complessa e provocatoria, su riviste di vari paesi ormai a loro volta storiche come Metal Hurlant, Heavy Metal, 2000 A.D., 1984, Cimoc o L’Eternauta. Francesco e Luciano non sembrano aver preso troppo in considerazione quella pur affascinante nouvelle vague fumettistico-fantascientifica, caratterizzata dal surrealismo alla Moebius, dall’epica erotico-eroica alla Corben, dal misticismo alla Jodorowski o dall’impegno politico alla Bilal.

Incipit iniziale di una delle storie contenute nell'albo

I due si ispirano imperterriti soprattutto alla più solida, razionale e comprensibile fantascienza stile anni ’50 (un po’ come fece negli U.S.A. lo sceneggiatore Bruce Jones col suo albo antologico Alien Worlds uscito per breve tempo negli anni ’80). Solo un paio di racconti del loro “Mondi Paralleli” risultano un po’ più enigmatici degli altri anche dopo l’immancabile finale a sorpresa, lasciando al lettore l’interpretazione della breve vicenda, la scelta insomma se considerarla solo una sorta di sogno inspiegabile o qualcosa di più. Ma negli altri nove episodi la conclusione giunge puntuale a chiarire con esattezza di che cosa trattasse in realtà la storia, capovolgendo le sorti dei personaggi o la prospettiva da cui si osservavano le loro sorti, a volte fornendo spiegazioni fantasiose di eventi arcaici o di fatti storici recenti, o ancora immaginando futuri in cui ciò che conosciamo di più banale assume valenze inedite o viene ricreato e preservato artificialmente.

Dettaglio della storia Profondo nero.

Naturalmente non si possono analizzare qui nel dettaglio i singoli racconti, per non rovinare le varie sorprese a chi deve ancora leggerli. Possiamo dire però che, rifuggendo da qualunque banalità commerciale, sia i precisi testi di Francesco Manetti che gli accurati e realistici disegni di Luciano Costarelli si dimostrano ormai davvero a un ottimo livello professionale e il loro lavoro attuale sembra promettere una possibile brillante carriera nel settore, che appare particolarmente vicina a concretizzarsi nel caso del disegnatore, avendo quest’ultimo pubblicato anche diversi altri fumetti per vari piccoli editori nell’arco dei due anni in cui ha realizzato queste storie. Perlomeno è ciò che meriterebbero e che auguriamo a entrambi.

Immagine promozionale dell'albo apparsa sul blog DIME WEB

In realtà non si tratta certo di due ragazzi esordienti. In particolare Francesco Manetti non ha davvero bisogno di presentazioni, essendo un esperto del settore che ha collaborato in vario modo prima con una fanzine fiorentina e poi con molte importanti riviste professionali, pubblicazioni e iniziative sul fumetto, a partire dalla fine degli anni ’80. A quel periodo risale anche la sua collaborazione con Luciano Costarelli, iniziata sulla fanzine Collezionare con le prime versioni di un paio dei racconti di questa antologia, qui ridisegnati venticinque anni dopo da un Costarelli dal tratto fattosi intanto molto più maturo e dettagliato.
Due cartoline realizzate per le persone che hanno partecipato al crowdfounding

Se il loro primissimo episodio era tratto da un racconto di Fredric Brown, quelli realizzati da Francesco e Luciano in quest’ultimo paio d’anni e pubblicati sul sito Dime Web co-fondato da Manetti prima di essere riuniti in quest’albo, sono tutti farina del loro sacco e, oltre alla bravura del disegnatore dimostrano anche la notevole versatilità e fantasia dello sceneggiatore. È stato insomma un vero peccato che entrambi i giovani autori di allora fossero stati costretti a occuparsi di altre cose nell’ultimo quarto di secolo. Speriamo che ora possano recuperare il tempo perduto, regalandoci tante altre accattivanti storie come queste.

Variant cover dell'albo

Per adesso dobbiamo accontentarci del racconto conclusivo inedito, ovvero non pubblicato in precedenza su Internet, che ha lo stesso titolo dell’albo, “Mondi Paralleli”, e in cui gli autori si auto-citano cucendo insieme elementi dei loro racconti precedenti (nei quali per giunta ogni tanto citano qua e là dettagli di altre opere, fantascientifiche o meno). Con queste premesse e data la varietà di ambientazioni dei racconti in questione, quell’ultimo episodio rischiava di risultare un bel po’ forzato, di elencare insomma una serie di incongrue coincidenze perdendo di vista il proprio senso narrativo, invece ancora una volta il finale giunge puntuale nell’ultima pagina a spiegare l’intera vicenda, in modo forse non del tutto verosimile per il nostro mondo, ma pienamente soddisfacente per qualunque autentico fan della buona vecchia fantascienza di una volta…
Matita tratta dalla storia "Il grande scherzo" con dedica di Costarelli all'autore di questo blog.


Andrea Cantucci




Titolo: Mondi Paralleli

Testi: Francesco Manetti

Disegni: Luciano Costarelli

Formato: 68 pag. spillate in bianco e nero

Anno di stampa: 2017

La maggior parte dei singoli racconti e l’albo integrale possono essere rintracciati e richiesti tramite i siti
dimeweb.blogspot.it
lucianocostarelli.com